TORRENTI, RIVI, CANALI E LAGHI
DELLA PROVINCIA DI PIACENZA
COME DESCRITTI DA

LORENZO MOLOSSI

Note estratte dal

VOCABOLARIO TOPOGRAFICO
DEI DUCATI DI
PARMA PIACENZA E GUASTALLA

1832 - 1834

Ristampa Anastatica
LITOGRAFIA S.I.R.A.B. - BOLOGNA
APRILE 1972

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PAGINA REDATTA DA

GIORGIO ZANETTI

MARZO - 2002 *** AGGIORNATA MARZO 19 -2006
ELENCO ALFABETICO DEI CORSI D'ACQUA

I  BACINI  IDROGRAFICI  DEL  PIACENTINO

  • ARDA
  • AVETO
  • BARDONEGGIA
  • CANALE DEGLI AGAZZI
  • CANALE BRANCIFORTI
  • CANALE DI BUSSETO
  • CANALE CHIAVICA
  • CANALE DI CARPANETO
  • CANALE DI CHIARAVALLE
  • CANALE DI CORTEMAGGIORE
  • CANALE DI MANDELLI
  • CANALE MANSI
  • CANALE DELLA MARZA
  • CANALE SFORZESCO
  • CANALE DI VIGOLO
  • CAROGNA
  • CAVO
  • CAVO BUGAGLIO
  • CHERO
  • CHIARONE
  • CHIAVENNA
  • CORNIOLO
  • CROCELOBBIA
  • DORBA
  • DÒRBORA
  • FODESTA
  • GANDORE
  • GRATTAROLO
  • GRONDANA
  • GUALDORA
  • LAGO BINO
  • LAGO MOO
  • LARDANA
  • LAVAIANA
  • LISONE
  • LOGONE
  • LORA
  • LUBIANA
  • LURETTA
  • LURONE
  • NURE
  • ONGINA
  • OZZA
  • PERINO
  • RAVACOLLA
  • RIFIUTINO - RIFIUTO
  • RIFIUTO
  • RIMALE - RIO PIACENTINO
  • RIMORE
  • RIO - RIGLIO
  • RIO BERTONE
  • RIO BUGAGLIO
  • RIO CAVO
  • RIO COMUNE
  • RIO DI BORGONUOVO
  • RIO DI GRAZZANO
  • RIO DI S. GIORGIO
  • RIO PIACENTINO
  • RIO TORTO
  • SCOVALASINO
  • SPÈTTINE
  • TIDONCELLO
  • TIDONCELLO - SCOLATORE
  • TIDONE
  • TIDONE MORLENGO
  • TIDONE VECCHIO
  • TREBBIA
  • TREBBIOLA
  • VAIANA
  • NOME DESCRIZIONE .
    ARDATorrente che ha origine alle falde del monte Lama da vari fonti che si frammischiano presso ai Terruzzi (al S. di Morfasso), scorre per 4 miglia dall'O. S-O. all'E. N-E. sino ai piedi della Rocca dei Casali, qui ripiegando più al N-E. discende a Lugagnano, poi Castell'Arquato, e va a traversare l'Emilia sotto un ponte di cotto contiguo a Fiorenzuola il quale si va a riedificare: sèguita a Cortemaggiore, e voltando più al N-E. s'indirizza a Villanuova, fa un rivolgimento al N-O. insino a Soarza ove lascia le ghiaie, e congiuntasi con l'Ongina va con essa ad arricchire il Po presso a Polesine, dopo un corso di 38 miglia circa.

    I suoi principali influenti sono i Rivi di Sperongia, Settesorelle e Vezzolacca.
    I sassi di questo torrente sono la maggior parte calcarei, talvolta rappresentanti onici ocracee, e dentritiche erborizzazioni: parecchi sono arenosi, e molti son pur quelli di serpentina: nè vi sono rarissimi i ciottoli di diaspro, di granito e di quarzo.

    La pendenza media dell'Arda è di 7 metri 09 centimetri per ogni chilometro: la velocità media di ore 7 per kilometro; l'altezza media delle piene di 3 metri, e la durata di 7 ore circa.

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    AUTO
    e comunemente AVETO ( Avantus)
    Torrente che nasce sulla pendice del monte Barbagelata (nel genovese) scorre per ben 9 miglia dal S. S-O. al N. N-E. insino contro Santo Stefano, indi si conduce non lungi all'O. da Ascona (che pel tratto confinario del 27 novembre 1822 appartiene ora al re di Sardegna) e poscia rimpetto a Torrio

    Qui comincia a tracciare il confine fra lo stato genovese e il ducato di Piacenza, e seguitando per altre 10 miglia verso il N. N-O., mette poi foce nella trebbia, allentrar ch'ella fa in sul comune di Coli.

    Questo torrente, incassato in una valle ristretta fra alte e petrose sponde, è sempre ricco di acque talmente, che senza di queste la Trebbia ne mancherebbe qualche volta d'estate. Abbonda di squisitissime trote. La sua ghiaia è minuta e silicea.

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    BARDONEGGIA
    e BARDINEZZA
    Torrente che nasce sotto la villetta di Pizzofreddo in Val de' Tristi (Piemonte), scorre miglia 8 dal S. al N. sino all'Emilia, che taglia passando sotto un ponte di cotto, indi a 3 miglia sbocca in Po vicino a Parpanese (Piemonte) al N-O. di Castel S. Giovanni.

    Divide generalmente in tutta la sua lunghezza lo stato piacentino dal piemontese.

    In Bardoneggia, villetta soggetta a Castel S. Giovanni, v'è una sorgente naturale e perenne d'idrogeno-solforato.

    UP

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    CANALE DEGLI AGAZZISi deriva dall'Arda inferiormente a Castell'Arquato, e scorrendo a sinistra della medesima continua con questo nome sino a S. Protaso, ove si unisce con quel di Vigolo..
    CANALE O RIVO BRANCIFORTISi deriva dalla Nure in S. Agata (comune di S. Giorgio) e scorre a destra dello stesso torrente per Pontenure, Muradello e Fossadello, ove sbocca nella Nure medesima. Nell'estate le sue acque sono destinate all'irrigazione delle terre di dette ville: nel resto dell'anno al movimento di vari molini.

    Al di sotto di Pontenure prende il nome di Canale di Cassini, del Mulino Scaglioni, e finalmente di Fossadello.

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    CANALE DI BUSSETO O PALLAVICINIDeriva dall'Arda al di sopra 2 miglia circa da Fiorenzuola, e scorre lungo la sponda destra del torrente ; passa per Fiorenzuola, Baselica Duce, Bugnolo, Chiaravalle e Mercore, e, fatto ricco delle acque di diversi scoli e canali superiori che incontra per via, passa, mediante botte sotterranea all'alveo dell'Ongina, nel teritorio Bussetano, ove scorre per molte miglia, e sbocca finalmente in Po nel comune di Polesine.

    UP

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    CANALE CHIAVICAIn Lusurasco: questo deriva dall'Arda mediante un condotto coperto, praticato nel letto del torrente, poco inferiormente a Castell'Arquato, ed è guidato lungo la sponda destra dell'Arda da un altro acquidotto esso pure coperto, costruito circa 5 metri sotto il piano della campagna per lunghezza di quasi un miglio e mezzo.

    Le acque che vengono raccolte da questo condotto medesimo, sono quelle che scorrono fra le ghiaie del torrente sotto il piano dell'alveo. Ottima pratica che fatalmente vedesi poco seguita.

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    CANALE DI CARPANETOSi deriva dal Chero in Rezzano e passa per Travazzano a sera, Carpaneto, Ceretto Landi, e Zena, ove fatto ricco di nuove acque di sorgenti, continua per Cadeo Saliceto, a sera, Chiavenna-Landi, e sbocca nel Riglio poco sopra di Caorso.

    Ha diversi nomi che piglia dai luoghi pè quali passa: serve all'irrigazione nell'estate, e nel resto dell'anno al movimento di molti molini.

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    CANALE DI CHIARAVALLEHa origine dall'Arda a Castell'Arquato, e scorre sulla destra sponda del torrente; passa per S. Lorenzo, Moronasco, Chiaravalle e Mercore, e sbocca nel canale di Bussseto: serve all'irrigazione, e, questa cessata, dà acque a vari molini.

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    CANALE DI CORTEMAGGIOREÈ formato da quelli di Vigolo, degli Agazzi, e Sforzesco, passa a fianco ed all'O. della borgata e sbocca nello scolo Canalone col nome di Canale del molino del bosco. Serve tanto all'irrigazione che alla macinazione, tranne il caso di siccità staordinaria, in cui non può dar acqua sufficiente ai molini..
    CANALE MANDELLIDi Caorso: deriva dal Riglio sopra la strada da Cortemaggiore a Piacenza, mediante una gran rosta o chiusa di muro attraverso del detto torrente e passa per Muradolo a Caorso, ove sbocca nella Chiavenna.

    Serve all'irrigazione di molte terre, principalmente della eredità Mandelli; ed anche al movimento di 2 molini, che macinano pure nel tempo della irrigazione, essendo ricco di acque provegnenti anche da scoli e sorgenti della campagna superiori di Pontenure e Valconasso.

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    CANALE MANSI
    O DELLA FONTANAZZA
    Nel comune di Cortemaggiore. Mediante una chiavica nello scolo Canalone si estraggono dal medesimo le acque del canale di Cortemaggiorecon quelle del Canalone ove abbisogni, e si guidano al molino della Fontanazza, attraverso (scolo primario) per amezzo di un doccione o pontecanale in cotto.

    Servono le acque stesse all'irrigazione del grande latifondo Mansi, e di altri molti. Questo canale sbocca nella Fontana bassa (scolo secondario).

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    CANALE DELLA MARZADerivasi dall'Arda, quasi rimpetto la borgata di Lugagnano, e scorre sulla destra del terrente sino contro Castell'Arquato, ove sovrapassa il canal di Chiaravalle e ritorna nell'Arda, dalla quale viene novellamente estratto sotto il nome di Canal tessinigolo e condotto ad irrigare Lusurasco.

    Come canale della Marza, serve alla irrigazione, e dopo questa, anche alla macinatoria.

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    CANALE SFORZESCODeriva dall'Arda rimpetto a Castell'Arquato, e scorre lungo la sponda sinistra della medesima; passa per Castell'Arquato, Frascale, Olza Scotta, e Paullo, ove si unisce con quello di Vigolo.

    Inferiormente a Castell'Arquato chiamasi anche Canale Gazzola, o della Sforzesca.

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    CANALE DI VIGOLODeriva dalla Chiavenna in Vigolo Marchese, e scorre sulla destra di detto torrente passando per S. Protaso, ove riceve il canale degli Agazzi; continua poi per Fontanafredda e qui si getta nel canale del molino di Cortemaggiore.

    Chiamasi anche canale di S. Protaso, di Fontanafreddda e di Paullo.

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    CAROGNATorrentello che è la continuazione dell'altro detto Cavo, e prende tal nome vicino alla villa di Cavo al S-O. di Castelsangiovanni; traversa l'Emilia all'O. di questa borgata mezzo miglio, ov'è un buon ponte di cotto; fa circa due miglia ancora nella direzione del S. al N., e si versa nel Po, sul fianco occidentale di Parpanese (ora stato Sardo). .
    CAVOTorrentello nei comuni di Vicomarino e Castelsangiovanni; che scorre dal S. al N., e prima di giungere all'Emilia assume il nome di Carogna, quindi va a sboccare nel Po dopo un corso di circa 10 milgia.

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    CAVO BUGAGLIOHa principio nelle campagne di Bilegno sul Tidone, si distende nelle ville di Agazzino e Veratto fra alte sponde e senza argine, e sbocca nel Po dopo un corso di 10, 000 metri..
    CHERO
    Anticamente chiamato Chario
    Torrente che trae origine dal monte Obolo, scende a Macinesso, costeggia i comuni di Lugagnano, Gropparello e Carpaneto, e si versa nella Chiavenna a costa dell'Emilia presso Cadeo, dopo un corso di 20 miglia circa dal S. al N.

    La valle del Chero è anzi fertile che no, ed abbonda di squisite frutte da nócciolo. Il naturalista può farvi acquisti assai, fuorché di minerali.

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    CHIARONETorrentello che nasce presso Marzonago, e sbocca nel Tidone all'E. di Pianello, dopo un corso di circa miglia 5 ½ dal S. al N. .
    CHIAVENNA
    In latino Clena, giusta l'anonimo Ravennate.
    Torrente che scaturisce vicino al villaggio di Abbiatici nel territorio di Rustigasso (sic, comune di Lugagnano) discende per 9 miglia circa dal S. S-O. al N. N-E. fino a Vigolo Marchese, principio della collina, ed entra nel piano dirigendosi al N. sino presso Fontanafredda sull'Emilia; seconda questa strada volgendosi all'O. per 2 ½ circa, prende le acque del Chero, e passa immediatamente sotto il ponte disteso su quella grande strada nel 1567.

    Prosegue verso il N. incontro a Caorso, e mezzo miglio al S. di questa borgata si mescola col Riglio; va innanzi ancora, e poco stante si versa nel Po, presso Torre-Chiavenna in S. Nazzaro, comune di Monticelli.

    Corre circa 41 Km. (miglia 28); ha una pendenza media di 7 met. 50 cent. per Km., ed una velocità media di 6,25 per ogni ora
    L'altezza media delle piene è di 4 metri, la durata di ore 6. Porta per insino a Caorso le ghiaie, le quali sono friabili: la sabbia è terrosa.

    La vallata della Chiavenna è fertile in ogni maniera di prodotti, ma non è quant'esser potrebbe popolata. Nè manco è scarsa di produzioni di storia naturale, trovandovisi conchiglie, e pietre dure diverse.

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    CORNIOLOTorrentello che ha origine da una fontana ad ¼ di miglio all'E. della chiesa di Corano, scende dal S. al N., traversa l'Emilia sotto un ponte, passa a fianco di Sarmato, e va a perdersi nel Po col nome di Fossinella, cui assume presso la Casamatta, alla confluenza in esso dei rivi Panàro e Guazzo..
    CROCELOBBIA
    O CROCIOLABBIA

    Volgarmente Grosolabbia ed anche Lobbia.
    Torrentello che ha principio dal giogo del monte Albareto (comune di Bettola) scorre miglia 5 dall'O. all'E. e si scarica nella Nure a sinistra..
    DORBATorrentello che discende dalla costa de' Boschini (sul confine Bobbiese), scorre miglia 6 dal N. N-O. al S. S-E., ed entra nella Trebbia sotto Mezzano Scotti.

    Estratto dal "MANUALE TOPOGRAFICO DEGLI STATI PARMENSI” 1856; L. Molossi; Forni Editore Bologna - maggio 1972; Ristampa Anastatica.
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    DÒRBORATorrentello che formasi nel Monte Bosco (comune di Travi; sic); scorre per 2 miglia dal S-E. al N-E. fin sotto la chiesa di Bobbiano, poi discende per altre 3 milgia dirigendosi all'E. S-E., e si unisce alla Trebbia in faccia al corpo di case dei Quadrelli, superiormente e non lungi al S. da Travi.

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    FODESTACanale che serve di colatore. e di comune recipiente a pressoché tutti i canali e gli scoli della città di Piacenza: esce dalla parte di N-E. della città medesima, e va a mettere nel Po..
    GANDORERivo che discende dai colli di Momigliano; traversa il comune di Gragnano prende nome di Loggia; lo trascorre dal S. al N., traversa l'Emilia presso Rotofredo (sic) e va a perdersi nel Po a Veratto, dopo miglia 8¾ di corso dal S. al N..
    GRATTAROLOTorrentello che scende dai colli di San Lorenzo (comune di Castell'Arquato) taglia tutto il comune di Alseno, e poi sbocca nell'Ongina, dopo 8 miglia circa di corso, in prima dal S-O. al N-E. fino all'Emilia, e poi dal S. al N. sino alla sua foce. .
    GRONDANATorrentello che ha origine superiormente alla villa di Ciregna, sotto al Groppo della Vèzzera; scende per 4 milgia dal N-O. al S-E., e sbocca a precipizio nella Nure, immediatamente sotto alle Ferriere. Quand'è gonfio non puossi guadare nè manco a poca distanza dal suo principio.

    Nel territorio di Cerreto Rossi, alla sinistra di questo torrente, ed alla distanza di 1 miglio ½ dalla foce, cavasi, è già tempo, una considerevole quantità di vetriolo, del quale facevasi commercio.
    Ora questo prodotto è abbandonato del tutto, colpa forse della scarsezza del combustibile.

    Vi si scoprono talora molti bei cristalli di monte; dei fuscellini argentiferi, che fan segno di qualche filone di tal metallo sepolto o sotto al monte da cui il torrente ha origine, o sotto gli altri di cui bagna scorrendo le falde; ed anche a taluno è intervenuto di raccogliervi di quel fosfato di calce, che serve all'opera dell'incidere sul cristallo.

    Vi hanno di più parecchie pietre silicee distese a strati di un decimetro circa ciascuno, infra i quali sono sparse delle granate a faccette ottagone, e decagone.
    Comechè elle sieno di colore traente al ferrugigno, non perciò lascierebbero di aggiunger grazie, col contrasto e colla lucentezza, agli avorii dei colli donneschi.

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    GUALDORATorrentello che nasce nel territorio della parrocchia di Golfenzo (Stato Piemontese) s'introduce nel comune di Nibbiano, vi scorre per 3 miglia dall'O. all'E. ed entra nel Tidone al di sopra di Trevozzo quasi di faccia a Pianello che è sull'opposta riva..
    LAGO BINOPretendono alcuni che sia corruzione di Lago minore, per corrispondenza dell'altro laghetto a poca distanza chiamato Moo o Mone, che parimento credesi vocabolo guasto da maggiore.

    È nella villa della Rocca, comune di Ferriere, e 6 miglia e ¾ al S-E. di questa. Per andarvi conviene aggirarsi fra nude e ripide roccie sì,

    "Che punto ch'un traballi
    o vada arcigno,
    Si trova manco qualche dente
    in bocca"
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    Ordinariamente ha circa 200 passi di giro; ma allo squagliarsi della neve cresce di molto. Le frane del monte Ràgola lo vanno però interrendo lentamente.
    Vi si veggono pesciolini di niun pregio: la superficie delle sue acque è coperta di ninfèa.

    Per riposarsi un poco, e alquanto rallegrarsi lo sguardo conviene salire al prato molle, così detto per avere una cotenna soffice come feltro; e più su ancora ai prati grandi ov'è l'origine del torrente Lardana.

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    LAGO MOO
    Oppure
    MONE
    Vocabolo che vuolsi essere una storpiatura di maggiore, siccome è avvenuto del lago Bino che vi è a poca distanza.

    Questo laghetto è nel comprensorio di Ferriere. Il suo aspetto è assai tristo trovandosi impozzato fra alti monti presso che spogli d'alberi, ma ricchi di semplici.

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    LARDANAPiccolo torrente che comincia su'prati grandi alle falde del monte Ràgola: dopo 1 miglio di corso precipita da un'alta cateratta, nel luogo che appellasi Cadelacqua, corre 2 miglia dall'O. S-O. all'E. N-E., e vicino a S. Gregorio piega verso il N. N-E. per altrettanta via, ed entra nella Nure dicontro ai Boli, formando un angolo retto colla stessa, ed un altro col torrentello Lavaiana.
    Costeggia sempre i comuni di Ferriere e di Bòccolo de' Tassi.
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    LAVAIANAPiccolo torrente nel Borgo S. Bernardino: ha origine da Rivo della Selva che scende dal Monte Santa Franca, e dal Rivo dei Bruzzi che viene già dal monte Menegora, i quali rivi vi si congiungono ¼ di miglio sotto la Selva, casolare di Groppallo; di là la Lavaiana corre per 3 miglia dall'E. all'O., e va a tuffarsi nella Nure presso i Boli. .
    LISONERivo che ha origine dalla Costa della croce (comune di Pianello) con nome di Rio delle Lame, fa 2 miglia dal S. al N. , e si congiunge col Lisone di Frassineto presso a Vidiano sottano, percorre altre 2¾ miglia e sbocca nel Tidone a fianco di Guadernaco.

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    LOGONEPiccolo torrente che nasce nel territorio di Cassano, poco lungi dalle falde del Monte Santo, scorre miglia 7&@188 sino ai piedi delle colline di Rizzolo, continua nel piano per altre miglia 2 1/3, e si versa nel torrente Rio sopra Casturzano..
    LORAPiccolo torrente che formasi superiormente alle case dei Culoni soggette a Montalbo: dopo 3 miglia di corso appellasi Rio Cavo, fa altre 4 miglia e non molto superiore a Castel San Giovanni rimuta nome in quello di Carogna, traversa l'Emilia ½ miglia all'O. del paese passando sotto un bel ponte recentemente restaurato, prosegue per altre 2 miglia ed entra in Po, tenendo sempre la direzione del S. al N.

    Lora dicesi anche ad un tronco di quel rivo che superiormente a Castel S. Giovanni chiamasi Rio Torto, e che inferiormente si trasforma nel torrentello Boriacco e va poi a versarsi nel Po.
    È creduta l'antica Olubra.

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    LUBIANATorrentello che nasce dalle fontane del ferrigno monte Menegora (sic) (comune di Morfasso), scorre 5 miglia dall'O. all'E. e va nell'Arda poco lungi di sotto il Castello di Sperongia.

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    LURETTAIl torrente ha in origine due rami: il superiore, appellato la Luretta di Monteventano, sorge trà confini di Bobbiano, Groppo e Pecorara nel luogo detto le Mogliazze (comune di Pomaro), discende 3 miglia dal S-O. al N-E. fin sotto Monteventano, quindi piega per altre 2 miglia verso N., ed a distanzadi ¼ di miglia da Montebello, nel luogo detto Guadà, si congiunge col ramo inferiore, che chiamasi la Luretta di S. Gabriele: questa nasce a poca distanza dalla chiesa di Groppo, e fluisce per 2 miglia ½ dal S-O. al N-E. fino a trovare il primo ramo, ed a formar così la Luretta grande, che scorre sotto Pomaro ed Agazzano, radendo i piedi delle colline, e quind'è alla Riva Rossa volgesi un pò al N-O., passa sotto il ponte della strada maestra da Gossolengo ad Agazzano, e sèguita per la pianura fino alla sua foce nel Tidone all'O. 1/3 di miglia dalla parrocchia di Centora.

    Dal congiungimento dei due rami fino alla foce fa un corso di miglia 13 1/8.

    Un miglio superiormente ad Agazzano fu anticamente costruito dalla famiglia Anguissola un traversante in cotto sotto le ghiaie della Luretta. È questo un gran doccione, in cui raccolgonsi le acque sotterranee, che vengono così condotte alla sponda sinistra del torrente, e servono a metter in moto i molini di Agazzano, ed alla irrigazione di molte campagne.

    Le acque superficiali, la cui immissione nè canali segue dirimpetto ad Agazzano, giovano al moto dè mulini di Gazzola, ed all'irrigazione, sebbene scarsa, dè prati giacenti alla destra del torrente.

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    LURONERivo che ha principio a Campremoldo di sopra, scorre sino a Centora, ove probabilmente un tempo piegava all'O. e metteva foce in Tidone, come ora la Luretta, facendo quel breve tratto che oggidì appellasi il Lurone vecchio.

    Da Centora continua sino a Rottofreno ive si mesce alla Loggia. Nè due rami originarii trovansi di molte dentriti, e delle lastre di pietra arenaria.

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    NUREIl torrente ha umil principio da un rivo, che sgorga dal laghetto di Monte Nero, appellato la Nure del pedagnone, e da un altro che scende dalla vetta di Monte Roncalla, i quali rivi si mescolano poco sopra Retorto.
    Fa 5 miglia, o presso, dal S. al N. infino alle Ferriere, ove dà moto agli edifizii idraulici, e quivi accoglie la Grondàna; poi si volge e corre al N-E. per altre 4 miglia sino alle foci della Lardana e della Lavaiana; si volta subito al N., dopo 2 miglia riceve il rio della Crocelobbia, e piegando al N. N-E. si porta fra la Bettola e Borgo S. Bernardino: poscia a 1 miglio e ½ prende le acque dell'Ozza, e quando è giunta all'imboccatura del rio Spettine, presso Cassano, torce più al N-E., e seguita sino al Ponte dell'Olio, e quindi sul piano sino a S. Giorgio: va a passare sotto il ponte sull'Emilia 1 miglio all'O. da Pontenure; fa altre 3 miglia e trovasi a costa della celebre Roncaglia curvandosi sotto il ponte che vi distese il duca Francesco Farnese; prosegue, e finalmente s'immerge nel Po a fianco del Mezzanone, dopo un tragitto di circa 41 miglia (Km. 61) fra una bella e popolosa vallata.

    La pendenza media della Nure è di metri 7 per Km; la velocità media di Km 6 per ogni ora; l'altezza media delle piene di metri 4.25, la loro durata di ore 10.

    Porta fino al Po la ghiaia, la quale è silicea. La sabbia è in parte terrosa, e in parte silicea. Le sponde presentano tratto tratto dei bellissimi marmi; fra' quali sono ricordevoli quelli che trovansi presso Bettola e Borgo S. Bernardino.

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    ONGINAIl torrente ha origine dal monte della Ranca, situato a 1 miglio ½ al S. S-E. dalla Chiesa della Vernasca; scorre fra una valletta strettissima, bagnando i colli di Vigoleno e Bacedasco, per un tratto di miglia 10, dal S. S-O. al N. N-E., giunto alla pianura prosegue, passa a fianco di Castelnuovo Fogliani, traversa l'Emilia sotto un ponte 1 miglio » all'E. di Alseno, poco stante si piega al N. N-O. per ½ miglio fino presso Pallavicina, si trasporta guardando al N. N-E. sotto il ponte del Bersano, passa vicino a Busseto e riceve le sottili acque dell'Onginella, prende una direzione dal S. al N. per altre 3 miglia 1/8 passando da S. Agata e da Vidalenzo, trova l' Arda presso la dogana, mesce con quella le acque, e vanno insieme a scaricarsi nel Po non lungi all'O. da Polesine.

    L'Ongina fa un viaggio di Km. 36 (miglia 24 1/3), ha una pendenza media di metri 7,05 per Km; una velocità media di 7 Km per ora: l'altezza media delle piene è di metri 3, la durata, ore 5.
    I suoi influenti principali sono l'Onginella, ed il Grattarolo. Trae le ghiaie sino allo sbocco del primo influente. Ha la ghiaia parte silicea, e parte friabile, e la sabbia terrosa.

    Qualcuno ha preteso che questo torrente sia la Nigella menzionata nella tavola Peutingeriana, o Angela, come la nomina Tacito.

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    OZZATorrentello che scorre nella villa di Perino, e si scarica nella Nure al N. della Bettola. Volgarmente vien detto Olza..
    PERINOPiccolo torrente che ha origine sui monti della Campagna (nel comune di Coli) scorre impetuoso miglia 9½ dal S. al N., e si versa nella Trebbia rimpetto Doncetto.

    Rotola marmi vagamente scresciati. Le montagne che gli fanno sponda a destra sono a strati di carbonato di calce, quelle a sinistra, al di là della chiesa di Pradovera, hanno il nucleo ferrigno.

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    RAVACOLLA - FONTANACavo primario che si distende ne' comuni di Fiorenzuola, Cadeo, Cortemaggiore, Polignano, e Monticelli, e si perde nel Po.

    I suoi principali influenti sono la Gambina, la Fontana bassa, il Budello, il Canalone, ed il Cavo Mansi.

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    RIFIUTINO
    O RIFIUTO
    Piccolo canale che formasi sull'angolo N-E. del comune di S. Antonio, gira fuor di Piacenza dalla parte ponente, e va a perdersi in Po..
    RIFIUTORivo che ha principio alla così detta Volta di Settima, per la congiunzione della Trebbiola, e del rivo Carbonaro; scorre nella direzione dal S. S-O. al N. N-E. fiancheggiando a sinistra la strada da Rivergaro a Piacenza, in capo alla quale, ossia alla Galliana, passa nel comune di S. Lazzaro, taglia la strada Emilia a pochi passi dalla porta della cuttà, quindi discende nel comune di Mortizza, e va a versarsi nel Po a Colombara, territorio delle Mose.

    Anticamente traversava la città; e le sue acque introduconsi anche ne' prati della fiera che si fa in agosto sul territorio del comune di S. Lazzaro.
    Da alcuni è qualificato anche torrentello.

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    RIMORE
    E taluni RUMORE
    Torrentello che spiccia tra' confini di Magnano, Diolo, e Prato Ottesola, nel luogo detto il Pulgnasco.
    Scorre miglia 5 dal S-O. al N-E. sul labbro dei comuni di Lugagnano e Castell'Arquato all' E. e di Carpaneto all'O., e s'immerge nella Chiavenna.

    Rotola bellissime agate, e qualche pezzo di legno silificato; e sulle sue sponde discopresi ingente masso della caryophilia cespitosa del Lamarck, la quale attraversato il colle di Diolo, ricompare sullo Stramonte . Il Boccia in un suo Viaggio sui monti di Parma e di Piacenza accerta lui essere stato il primo che s'addide, ora saranno 53 anni circa, della ricchezza di codest'umile torrentello (ch'ei qualifica novello Achates) in genere di agate, adoperate sino allora da' villani nelle fabbriche, e poscia avidamente raccolte da molti.

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    RIO - RIGLIOSecondo la lezione dell'abate Nicolli, che ne piace seguitare, e Riglio comunemente, torrente di second' ordine che ha la sua culla nella villetta di Vigolo in Val Nure.
    Discende per miglia 12&@189 dal S-O. al N-E. sino a Viustino ove termina il colle, indi si distende per la pianura, stranamente scontorcendosi sin presso l'Emilia, che interseca tra Cadeo e Pontenure: corre altre 4 3/8 miglia e s'introduce nel letto della Chiavenna, poco lungi ed al di sopra da Caorso, dopo un cammino di circa 27 miglia. I suoi influenti sono il Logone, ed il Vezzino.
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    RIO BERTONETrae le acque dal Nure rimpetto alla chiesa parrochiale di Ponte dell'Olio, traversa i territori di Albarola, Villò, Vigolzone, Grazzano, Altò, Podenzano, e S. Polo, taglia l'Emilia ed entra nel Po.

    Attraversa il torrente una chiavica detta di S. Polo, fattavi costruire da' marchesi Anguissola di Grazzano per l'irrigazione de' loro fondi, siccome quella de torrente Luretta in Agazzano.

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    RIO BUGAGLIOSi forma nelle campagne di Bilegno, scorre tra alte sponde ne' comuni di Borgonuovo, e Sarmato, e sbocca in Po all'O. del luogo di Volpelandi..
    RIO CAVOÈ una continuazione della Lora che discende dalla villa di Montalbo, ed assume quel nome all'entrare che fa nel comune di Borgonuovo, ritenendolo solo per 4 miglia, dopo di che assume il non vezzoso di Carogna superiormente a Castel S. Giovanni, e poco prima di traversare l'Emilia.

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    RIO COMUNECanale ricchissimo derivante dalla Trebbia. Ha la sua imboccatura nella villetta de' Buschi, corpo di Roveleto Landi, al così detto Casino delle acque o Berlinaro, e si stende su' comune di Rivergaro e Gossolengo per un tratto di tre miglia sino al Regolatore Colonna, edifizio idraulico, ove si misurano e si distribuiscono le acque riservate alla città di Piacenza.

    Lungo il tratto fra l'imboccatura ed il Regolatore defluiscono sulla diritta sponda 17 rivi, e 8 sulla sinistra, i quali corrono ad irrigare un grande spazio di ubertoso terreno.

    Veggasi qualche più esteso cenno di questa interessante irrigazione all'Articolo Trebbia.

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    RIO DI BORGONUOVOHa vita per le acque del Tidone superiormente a Trevozzo, bagna i territorii di Fabiano, Castelnuovo di Valtidone, Borgonuovo e Castel S. Giovanni, indi va a scricarsi nel Po..
    RIO DI GRAZZANOSi spicca dalla Nure ½ miglio in circa al S-E. dalla chiesa di Albarola, traversa le ville di Villò, Vigolzone e Grazzano, e rimpetto alla chiesa di quest'ultimo luogo passa sotto il rivo Bertone per mezzo della detta chiavica di San Polo, indi le sue acque con varie denominazioni diramansi ne' tempi estivi ad irrigare le campagne, e nel verno scorrono raccolte lungo la strada che va a Piacenza, e giunte presso S. Bonico, si volgono, tagliando l'Emilia a poca distanza dalla città, passano sul territorio delle Mose, si versano in Po.

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    RIO DI S. GIORGIODefluisce dalla Nure sotto il castello della Riva, dividendosi in due rami che poi si congiungono per un tratto, quindi si bipartisce ancora, e poi riunisce di nuovo le acque che traversano la borgata di Ponte dell'Olio, passa per una botte sotto il torrentello Cisiaga, e va ad irrigare il territorio di S. Giorgio, ed altri.

    Dà movimento a non pochi molini, a magli, cartiere, e gualchiere.

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    RIO PIACENTINO
    o anche Rimale
    Nasce su' limiti di Fornio e Castelnuovo Fogliani, scorre per 4 miglia dal S. al N., e si mesce coll'Ongina nel territorio di S. Rocco di Busseto, dopo aver tagliata l'Emilia sotto il ponte detto Marmirolo. .
    RIO TORTOFormasi dagli scoli della villa di Seminò radunatisi nel luogo detto la Fornace, si trasporta nel comune di Castel S. Giovanni, sotto cui prende nome di Lora (creduta l'antica Olubra) il quale nome muta di poi in quello di Boriacco, e lo conserva sino al suo sbocco nel Po..
    SCOVALASINOCavo primario che principia nelle campagne di Rizzòlo col nome di Rivo nuovo che ritiene sino al luogo detto di Grigona nel comune di Pontenure, poi traversa i territorii di Muradello, Muradolo, Caorso e sbocca in Chiavenna. La lunghezza soggetta a spurgo è di metri 15000.

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    SPÈTTINERivo che nasce nel monte Barbieri, e che sbocca nella Nure sul confine al N-E. del comune di Bettola..
    TIDONCELLONasce sulla costa detta la Croce delle Mogliazze presso Pietracorva, antico vulcano estinto, scende per 3 miglia dall'E. all'O. N-O. sino alla foce del Tidone Morlengo sotto Pecorara, scorre altre 3 miglia 2/8 ed entra nel Tidone ¼ di miglia al di sotto di Nibbiano. Ha diversi molini lungo le sue sponde..
    TIDONCELLO SCOLATOREScolatore che nel comune di Calendasco sbocca nella Reganella presso la sua foce nel Po.

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    TIDONE Sbocca dal monte Pennice (sic) nello stato di Bobbio (Piemonte) e scorre in esso pria dal S. S-E. al N. N-O. miglia 5 fin sotto a Zavatterello, quindi piega il corso peraltrettante miglia al N-E., s'introduce nel territorio di questi stati e trova tosto Nibbiano, indi si porta a Pianello, poi a Grintorto, ove termina la collina, traversa la strada di Borgonuovo ½ miglia all'E. di Mottaziana; poco stante si volta al N. e tortuosamente si conduce alla via Emilia in pochissima distanza all'E. della parroccchia di Ponte-Tidone, ov'è un ponte di 15 travate di 8 metri ciascuna, e lungo 120 metri, e finalmente va a scaricarsi nel Po ½ miglia all'O. di Veratto.

    Il Tidone domina una delle più belle e popolose vallate del piacentino. La lunghezza totale del suo corso è di miglia 31 circa (Km. 45,92). Porta le ghiaie sino alla foce; la sua pendenza media per Km. è di 8 metri, la velocità media per ora Km. 7; l'altezza media delle piene metri 3,50, e la durata di esse di 5 ore prossimamente. Ha ghiaia friabile e sabbia terrosa.

    Il pricipale suo influente è il Tidoncello: indi sono il Chiarone e la Luretta.

    Dice il P. Bardetti che il nome Tidone (ricordato anch'esso dal Geografo ravennate) è di spiegazione assai leggiadra e convenientissima, secondo l'ingegno degli antichi Liguri, a rendere il significato proprio di torrente: conciossia che essendo composto di on, che è avon abbreviato e significa acqua, e di tid che vale ora, tempo, chi dice tidon viene a direacque di ore, acqua temporanea, siccome è della natura de' torrenti.

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    TIDONE MORLENGONasce sulla selva di Cicogni, scorre circa 3 miglia dal S. al N. e si congiunge al Tidoncello contro Pecorara..
    TIDONE VECCHIOÈ un ramo d'acqua che si conserva nell'antico letto del Tidone, e si alimenta per la mescolanza di quelle della Luretta e del Tidone presso Centòra, al S. di Rottofredo (sic); s'indirizza verso Veratto, indi si volge al Boscone Cusani, e va a perdersi nel Po.

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    TREBBIA Uno de' primarii torrenti di questi stati, il quale ha la culla, comune colla Scrivia, sul monte Antola distante circa 15 miglia da Genova.
    Discende a Monte Bruno, a Piascino, a Campi, accoglie il torrentello Gramizzola, scorre sul destro fianco di Ottone, indi beve la Borecca (sic), passa sotto il ponte Organasco, piegato all'E. giugne a Confluente rimpetto a cui raccoglie a suo gran pro le acque del torrente Auto; lambe per alquanto il confine piacentino fino a sotto Casaldrino parrocchia d'Ozzòla (comune di Coli); ivi torce al N., e con molti rivolgimente si porta a salutare la piccola città di Bobbio, avendo già fatto 40 miglia di strada: da Bobbio piegando a N-E. fa miglia 2 1/3 ed entra sul territorio piacentino pel comune di Coli a piè del monte Spanna; corre ad ingoiare le acque del Perino (anticamente Brino), poscia si trasporta a Travi, e a Rivergaro, da dove rivolgendosi al N. corre a Rivalta; entra pomposamente e largo e minaccioso nella fertile pianura, rammentando le feroci battaglie che insanguinarono le sue acque; pervenuto all'Emilia passa sotto il gran ponte che sembra voglia evitare; e pendente al N-E., dopo un tratto di miglia 2½ va a scaricarsi in Po sotto Valera Puglia, lungi miglia 2 1/3 all'E. di Cotrebbia, antica sua foce.

    La Trebbia scorre sul territorio ligure e bobbiese miglia 32 1/3, sul piacentino 30 ½, in tutto miglia 62 5/6, pari a Km. 93,08. La sua pendenza si è computata di metri 6 per ogni Km.; la velocità di Km. 6 per ora, l'altezza delle piene di metri 5, la loro durata di ore 24 circa; tutti termini medii.

    Porta ghiaia sino al Po, la quale e la sabbia pur anche sono silicee. Vi si pescano barbj, cavedini, cheppie, carpe ed avanotti. I suoi influenti primariisono la Borecca, l'Aiuto, e il Perino. Pei passaggi mantengosi barche a Casaliggio, Statto, Fiorano, Perino, Travi, e Mezzano Scotto.

    IRRIGAZIONI

    Per mezzo di 39 rivi e canali la Trebbia dirama le sue acque a ristorare una bella e feconda parte del piacentino territorio: 25 scorrono a destra, 14 a sinistra.
    Le acque raccolgonsi di faccia a Rivalta, al così detto Casino delle acque o Berlinaro, edificio posto sulla destra sponda costrutto dal comune di Piacenza nel 1727, e che ha 5 calle, con soglie e stipiti di pietra e saracinesche. Ivi le acque avrebber da essere distribuite di sorta che 3/5 del volume loro defluissero a destra e 2/5 a sinistra.

    RIVI A DESTRA

    Come già dicemmo le acque destinate ai rivi o canali destri s'adunano nel Rivo comune, che si distende 3 miglia fra il detto Berlinario, e fra il Regolatore Colonna, edificio idrometrico che serve a misurare le acque che correr dovrebbero a Piacenza, da cui esso è circa 7 miglia lontano.
    Così raccolto le acque in sè, il Rivo comune le dispensa a' 25 figliuoli che gli stanno ai fianchi, 17 a diritta, e 8 a stanca, i quali già si divisarono co' nomi di privilegiati, legittimi, e bastardi, secondochè ciascun avea diritto di tirar acqua o sempre, o solo quando ve ne avea certa quantità. I rivi dunque che hanno vita dal comune sono i qui appresso:

    ELENCO DEI RIVI A DESTRA
    1) Rivo Gragnano macin. (il quale poi traversa il torrente e passa sulla sinistra)
    2) Rivo Porro (generato dal Rivo Grande)
    3) Rivo Settima (generato dal Rivo Grande)
    4) Rivo Baselica (generato dal Rivo Grande)
    5) Rivo Caratta (generato dal Rivo Grande)
    6) Rivo Tondù, previl.
    7) Rivo Rione Mandelli, bast. e macin.
    8) Rivo Scotto, legitt.
    9) Rivo Castellaro, legitt., e macin.
    10) Rivo Seccamelica, legitt.
    11) Rivo Gariga, legitt.
    12) Rivo Palmano, bast.
    13) Rivo Borghetto, bast, e macin.
    14) Rivo Nuovo di Quarto, legitt.
    15) Rivo Lazaro, legitt., e macin.
    16) Rivo Forbicino, bast.
    17) Rivo Ceresa, legitt.
    18) Rivo Fossa
    19) Rivo Chiappone, legitt, e macin.
    20) Rivo Quindicinuzza, bast.
    21) Rivo Parente, legitt., e macin.
    22) Rivo Rivaltino, legitt.
    23) Rivo S. Antonio, bast.
    24) Rivo Pusterla, legitt.
    25) Rivo degli Ossi, bast.

    Due miglia al di sopra al Berlinaro, si stacca immediatamente dal torrente a destra il Rivo Villano, a cui si è affibiato tal nome, perciocchè sendo il primo a trar le acque, pare che il faccia con poca discrezione.
    Le acque poi che dal Regolatore Colonna vanno in giù, quando son giunte al Partitore suddividendosi in due rivi, de' quali l'uno tien sempre la denominazione di Comune, e l'altro prende quella di Piccinino.nDa questo poscia si genera altro Rivo S. Lazzaro, e dal primo nascono la Qindicina Costa, e i Rivi Milano, di S. Vittoria, di S. Cridtoforo, di S. Siro, e della Pesta della Polvere, i quali tutti, con esso Rivo comune, entrano in Piacenza. Di quelli che sono sopra il Regolatore non viene alla Città che il rivo Parente.

    RIVI A SINISTRA

    I rivi principali che vanno ad irrigare l'Oltre - Trebbia hanno l'immedita loro immboccatura nel torrente e sono i seguenti:

    ELENCO DEI RIVI A SINISTRA
    1) Rivo Sarmato
    2) Rivo Agazzino
    3) Rivo Gandino
    4) Rivo Sperone
    5) Rivo Gremasco
    * Detti i cinque Rivi *

    6) Rivo Borla
    7) Rivo del Vescovo

    8) Rivo Bianco
    9) Rivo Sforzesco
    10) Rivo Magnano
    11) Rivo Del-Majno
    12) Rivo Calendasco
    13) Rivo Co-Trebbia
    * Detti i sei Rivi *

    14) Bocchello di S. Sisto

    Sotto questi 14 Rivi è una bocca del summentovato Rivo Gragnano, il quale riceve la competenza delle sue acque dalla sponda destra.

    Anche dalla sponda sinistra avrebbe grand'uopo, se non di un comune recipiente, o Canale dispensatore, di tali edifizj atti ad assicurare il giusto ripartimento delle acque, e ad impedire che in tanta preziosa parte si sperdessero per le ognor crescenti ghiaie del torrente.

    È da notare che, giusta uno scandaglio fatto nel 1790 da tre ingegneri, Porcelli, Sartori, e Zanetti, il volume medio delle acque de' rivi soprammentovati si giudicò di oncie cubiche 10558 15/100, delle quali 8248 85/100 defluenti a destra, e 2309 30/100 nell'Oltre-Trebbia.

    Il comune di Piacenza ha tuttora, siccom'ebbe da' più rimoti tempi, la supremazia delle acque del Trebbia. Esso mantiene impiegati pel governo di queste, e ne ricava annualmente un prodotto certo di l. n. 2300, ed un eventuale di l. n. 1000. Anticipa pure la spesa per l'immisione delle acque, la quale ascende a 2380 l. n., e viene poscia ripartita sugli utenti di esse.

    L'irrigazione comincia ai 25 aprile, e termina a mezzanotte del 31 agosto. La settimana d'irrigazione contasi dal mezzodì della domenica a quello del venerdì; e dicesi anche settimana de' tagli, perciocchè taglio si appella quello spazio di tempo in cui un fondo ha diritto di cavar acqua da un rivo.

    Quindicina si denomina poi il tempo che succede alla settimana de' tagli, cioè tra il mezzogiorno del venerdì e quello della domenica, ed allora s'ha diritto di giovarsi dell'acqua de' rivi in ragione delle fronti dei terreni pe' quali trascorrono.

    Più altre cose potremmo dire circa l'irrigazione di Trebbia, giovandoci di una memoria cortesemente avuta dall'ingegnere Caminati, e di altra che ci sta sott'occhio compilata dell'erudito sign. Antonio Brugnelli già segretario del comune di Piacenza ed ora del governatorato di Parma.

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    TREBBIOLAPiccolo torrente che formasi dirimpetto all Torre, corpo di Viano-Càsolo, per la congiunzione de' rivi Bagnolo e Ponticello; scorre 4 miglia dal S. S-E. al N. N-O. sin verso i confini di Neviano con Ottavello, traversa la strada maestra di Rivergaro sotto un ponte, si torce al N. N-E. per 3 miglia sino alla Volta di Settima; ivi mescolando le acque con quelle del Rivo Carbonaro, rifiuta il proprio nome, e appunto con quello di Rifiuto scorre fiancheggiando la sinistra della strada di Piacenza, taglia l'Emilia a poca distanza dalla porta di S. Lazaro di essa città, e va a tuffarsi nel Po..
    VAIANATorrente (v. Lavaiana); e qui notasi dirsi con maggior proprietà la Vaiana, e che essa trascina di belle selci, e superbi graniti.

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